Corpo veloce emozioni fugaci , l’animale uomo e la tecnologia

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La “ragione” ha creato un mondo veloce che il corpo non è in grado di sostenere.

Quando si parla di modernità è facile cadere nei luoghi comuni e in frasi scontate: “non è più come una volta”, “prima ci si parlava di più”, “questi giovani con sti cosi in mano e che non si parlano più”. Ma cosa ha davvero comportato questa accelerazione sociale e questo ipersviluppo tecnologico nella società e nello sviluppo psichico, emotivo e corporeo delle persone?

L’animale uomo, perchè il corpo umano ha ancora tutte le caratteristiche imperfette di tutti gli altri mammiferi, prova una sorta di piacere con la velocità, sia essa fisica o di pensiero. Il sistema nervoso sotto stress si mette in modalità “fight or fly” come dicono i ricercatori anglosassoni, ossia o attacco o scappo, cercando di attuare i suoi piani di fuga come qualsiasi altro animale.

Il corpo per evitare ciò che teme attiva il “sistema simpatico” che produce adreanlina, cortisolo e altri ormoni, sostanze che generano una forma di dipendenza e che ci fanno sentire come drogati, sostanze però che ci impediscono anche di percepire emozioni più profonde e legate al contatto umano, come l’empatia e la compassione (tutti i comandanti lo sanno bene, ecco perchè oggi come mille anni fa, somministrano sostanze psicotrope eccitante ai soldati prima di andare in guerra). Ma un animale in natura prova paura o vive lo stress solo per pochi minuti, poi si mette al riparo e ripristina le sue funzioni fisioligche e sane per la sua esistenza.

Per il nostro corpo quasi tutto ciò che facciamo oggi è stress. In natura non esiste la possibilità di contattare dieci amici mentre corriamo di cui magari due non rispondono mai, mentre cerchiamo parcheggio del supermercato che abbiamo selezionato in base alle offerte migliori, il tutto magari correndo per aandare a prendere il figlio a scuola.

Dal punto di vista biologico, il nostro corpo vive costantemente in uno stato di pseudo paura e quindi reagisce come la natura gli ha insegnato in centinaia di milioni di anni; paura di essere in ritardo, di non essere capito, di essere off line, di essere on line e di fare ingelosire il partner, paura di non essere abbastanza, paura di un voto che ci fa sgridare dai genitori. Tutta questa “velocità” causata dallo stress che decidiamo di vivere per avere una vita più “comoda”comporta una sorta di infantilizzazione delle persone, una grande compulsività, una scarsa capacità di sostenere il rifiuto, una tendenza a cercare una soluzione immediata ma in realtà erronea, ecc.

Così, in un circolo viszioso anche il mondo si sta strutturando sempre di più su strumenti che incosapevolmente (forse) sfruttano questa tendenza alla velocità e alla compulsione, cioè all’istinto, vedi lo shopping, i social network e la semplice messaggeria istantanea, che ci da l’illusione di avere il controllo del tempo e dello spazio illudendoci di avere una forma di controllo sugli altri, quando invece basta una batteria scarica per farci sentire la nostra vera natura limitata e fallace andando in panico.

L’essere umano non è fatto per porre attenzione per molti minuti su un piccolo schermo senza alterare la propria struttura corporea. Quando lo fa va in apnesa, contrae il diaframma, attiva aree cerebrali delegate al controllo e alla soluzione di problemi sviluppando modalità ossessive e ripetitive che portano ad una ruminazione mentale continua. L’iperattenzione comporta stress, lo stress comporta attenzione focalizzata per scappare dalla minaccia (che però è il nostro cellulare ma il corpo non lo sa) producendo sostanze che ci eccitano e rendono insensibili all’altro, amplificando la nostra tensione emotiva e quindi una forma di aggressività latente deleteria per i rapporti umani. Insomma, ciò che tutti conosciamo e viviamo ripetendo meccanicamente schemi apparentemente diversi ma sempre identici.

Quindi la risposta qual’è? Qual’è la soluzione? Abbiamo costruito un sistema irreversibile e che può solo accelerare, pieno di comodità e potenzialità, ma che ci obbliga ad una riflessione sulla nostra capacità di sostenerlo e saperlo vivere senza farci vivere da esso. Così, allora dobbiamo trovare la risposta in noi, nella nostra consapevolezza, nella consapevolezza di ciò che facciamo, riconoscendo ed accettando che le forze esterne sono fortissime proprio perchè sono invisbili.

L’uomo crea strumenti in cui si identifica, scordandosi che l’unico scopo era una maggior comodità. Invece ne diventa schiavo senza rendersene davvero conto. Non a caso infatti da una ventina d’anni, si sta allargando a macchia d’olio una ricerca sociale ad una forma di spiritualità laica, di velocità più consapevole attraverso una sempre maggiore richiesta di centri di meditazione, mindfullness, yoga e delle mille discipline orientali che stiamo adattando per renderle più fruibili e vicine alla nostra cultura; segnale questo che la consapevolezza sta in qualche modo aumentando proprio grazie ad un disagio sociale sempre più forte e marcato che spinge le persone a decidere come e quanto stare sulla giostra sociale.

40 minuti di puro stupore. Prendiamoci una pausa per ascoltare..e leggere. Nikola Tesla, la sua ultima intervista.

Passando da un documentario su Yogananda sono arrivato per caso (se esiste) all’ultima intervista a Nikola Tesla, genio assoluto del 900, incompreso e morto in povertà perchè rifiutava ogni diritto d’autore.

Copio anche l’intervista originale perchè questa è estremamente fedele ma non del tutto.

Un sorpresa incredibile.

INTERVISTA A NIKOLA TESLA ALLA RIVISTA “IMMORTALITY”

Realizzata nel suo laboratorio a Colorado Springs nell’anno 1899.

La Luce è tutto. In uno dei suoi raggi c’è il destino delle nazioni, ogninazione ha il proprio raggio in quella grande fonte di luce che vediamo come il sole. E ricordate che non c’è uomo che sia esistito e chenon sia morto!

GIORNALISTA:Sig. Tesla, lei si è guadagnato la fama dell’uomo che si è addentrato nei processi cosmici. Chi è lei, signor Tesla?
TESLA: È una domanda interessante, Sig. Smith, e tento di darle una risposta adeguata.

GIORNALISTA: Dicono che lei provenga dalla Croazia, dalla zona denominata Lika, dove la gente cresce assieme agli alberi, alle rocce e al cielo stellato. Dicono che il suo paese natale porta il nome dei firi della montagna, e che la casa dove nacque si trova vicino al bosco e alla chiesa.
TESLA: Davvero tutto ciò che ha detto è la verità. Sono orgoglioso della mia origine serba e della mia patria croata.

GIORNALISTA:I futuristi dicono che il secolo XX ed il secolo XXI sono nati nella testa di Nikola Tesla. Celebrano il campo magnetico all’inverso e cantano inni al motore a induzione. Il suo creatore fu chiamato “il cacciatore che acchiappò la luce nelle sue reti dalle profondità della terra” e “il guerriero che catturò fuoco dal cielo”. Si dice che sia il padre della corrente alternata, colui che farà sì che la Fisica e la Chimica dominino la metà del mondo. L’industria lo proclamerà suo santo supremo, un banchiere per i più grandi benefattori. Nel laboratorio di Nikola Tesla si è scisso per la prima volta un atomo. Si è creata un’arma che produce vibrazioni sismiche. Lì si scoprirono raggi cosmici neri. Cinque razze lo venereranno in futuro, perché ha insegnato loro un grande segreto: che gli elementi di Empedocle si possono irrigare con le forze vitali degli eteri.
TESLA: Sì, queste sono alcune delle mie scoperte più importanti. Anche così sono un uomo sconfito. Non sono riuscito a ottenere il maggiore dei miei obiettivi.

GIORNALISTA: Quale sarebbe questo desiderio, signor Tesla?
TESLA: Vorrei illuminare tutta la terra. C’è elettricità suffiente per creare un secondo sole. La luce apparirebbe attorno all’equatore, come l’anello attorno a Saturno. L’umanità non è pronta per la grandezza. A Colorado Springs ho impregnato la terra di elettricità. Potremmo spargere anche le altre energie, come l’energia mentale positiva che si trova nella musica di Bach o Mozart, o nei versi dei grandi poeti. All’interno della Terra ci sono energie di allegria, pace e amore che si esprimono per esempio attraverso un fire che cresce dalla terra, gli alimenti che escono da essa e tutto ciò che la rende la casa dell’uomo. Ho passato anni cercando la maniera di far sì che questa energia potesse inflenzare la gente. La bellezza e l’aroma delle rose possono essere utilizzati come una medicina ed i raggi del sole come un alimento. La vita ha un numero infiito di forme e il dovere degli scienziati è quello di trovarle in tutte le forme della materia. Tre cose sono essenziali in questo senso. Tutto quello che faccio è cercarle. So che non le troverò, ma comunque non vi rinuncio.

GIORNALISTA: Quali sono queste cose?
TESLA: Un problema è il cibo. Quale energia, stellare o terrestre, può alimentare gli affmati della Terra? Con che vino si può acquietare tutta la sete, affihé le persone possano incoraggiare il proprio cuore e capire che sono degli dei? Un’altra cosa è distruggere il potere del male e la soffrenza in cui l’uomo passa la vita! A volte si produce come un’epidemia nelle profondità dello spazio. In questo secolo la malattia si è estesa dalla Terra verso l’Universo. La terza cosa è: esiste un eccesso di luce nell’Universo? Scoprii una stella che in accordo alle leggi astronomiche e matematiche potrebbe sparire, e anche così niente si modifiherebbe. Quella stella si trova in questa galassia. La sua luce può essere emessa con tale densità da concentrarsi in una sfera più piccola di una mela e contemporaneamente più pesante del nostro Sistema Solare. Le religioni e le fiosofi insegnano che l’uomo può arrivare a essere il Cristo, Buddha e Zaratustra. Quello che sto tentando di dimostrare è rivoluzionario e quasi inaccessibile. È quello che bisogna fare nell’Universo affihé ogni essere nasca come Cristo, Buddha o Zaratustra. So che la gravità è avversa a tutto ciò che dovrebbe volare e la mia intenzione non è fabbricare dispositivi di volo (aeroplani o missili), bensì insegnare all’individuo a recuperare la coscienza delle proprie ali… Inoltre sto tentando di svegliare l’energia contenuta nell’aria. Ci sono fonti di energia principali. Quello che si considera come spazio vuoto è solo una manifestazione della materia che non è sveglia. Non c’è spazio vuoto in questo pianeta, né nell’Universo… I buchi neri, dei quali parlano gli astronomi, sono le più poderose fonti di energia e di vita.

GIORNALISTA: Alla fiestra della sua stanza all’hotel Waldorf-Astoria al piano trentatré, arrivano ogni mattina gli uccelli.
TESLA: Un uomo deve essere sensibile verso gli uccelli. Questo è a causa delle loro ali. L’essere umano le aveva una volta, reali e visibili!

GIORNALISTA: Lei non ha smesso di volare da quei giorni lontani a Smiljan!
TESLA: Volevo volare dal tetto e caddi: i calcoli dei bambini possono essere sbagliati. Si ricordi che le ali della gioventù vogliono avere tutto dalla vita!

GIORNALISTA: Qualche volta si è sposato? Non si sa se lei ha afftto per l’amore o per qualche donna. Le foto della gioventù mostrano che fosse un uomo attraente.
TESLA:Sì, non lo feci. Ci sono due punti di vista: o si prova molto afftto o non si prova niente in assoluto. La via di mezzo serve per ringiovanire la razza umana. Le donne per certi uomini nutrono e fortifiano la loro vitalità e il loro spirito. Essere soli ha lo stesso efftto in altre persone. Scelsi la seconda strada.

GIORNALISTA:I suoi ammiratori si lamentano perché sta attaccando la teoria della relatività. La cosa strana è la sua affrmazione che la materia non ha energia. Tutto è intriso di energia, dov’è?
TESLA: Prima vi fu l’energia e dopo la materia.

GIORNALISTA: Sig. Tesla, è come quando disse che lei nacque da suo padre e non da sé stesso.
TESLA: Esattamente! Che cosa accade nella nascita dell’Universo? La materia si crea a partire dall’energia originale ed eterna che noi conosciamo come la luce. Essa brillava e apparirono le stelle, i pianeti, l’uomo e tutto quello che c’è nella Terra e nell’Universo. La materia è un’espressione delle infiite forme della luce, perché l’energia è più vecchia di lei. Ci sono quattro leggi della Creazione. La prima è che la mente non può concepire o misurare matematicamente la fonte di tutta la trama sconcertante e oscura, in questa trama si inserisce tutto l’Universo. La seconda legge risiede nell’oscurità espansiva, che è la vera natura della luce, dell’inspiegabile che si trasforma in luce. La terza legge è la necessità della luce di trasformarsi in una materia della luce. La quarta legge è: non c’è principio né fie; le tre leggi anteriori hanno sempre luogo e la Creazione è eterna.

GIORNALISTA: Nell’ostilità alla Teoria della Relatività lei va tanto lontano che realizza conferenze contro il suo creatore nel giorno della festa del suo compleanno…
TESLA: Si ricordi: non si piega lo spazio, bensì la mente umana che non può comprendere l’infiito e l’eternità! Se la relatività è stata chiaramente compresa dal suo creatore egli avrebbe guadagnato l’immortalità anche fiicamente, se questo lo compiacesse. Io sono parte di una luce che è la musica. La luce riempie i miei sei sensi: la vedo, odo, sento, annuso, tocco e penso. Pensare a lei è il mio sesto senso. Le particelle di luce sono note scritte. Un raggio può essere un’intera sonata. Mille lampi sono un concerto. Per questo concerto ho creato una serie di lampi che si possono ascoltare sui picchi gelati dell’Himalaya. Per quanto riguarda Pitagora e la matematica, uno scienziato non può e non deve violare queste due cose. I numeri e le equazioni sono segni che marcano la musica delle sfere. Se Einstein avesse ascoltato quei suoni, non avrebbe creato la Teoria della Relatività. Questi suoni sono messaggi diretti alla mente che comunicano che la vita ha un senso, che l’Universo esiste in perfetta armonia, e la sua bellezza è la causa e l’efftto della Creazione. Questa musica è il ciclo eterno dei cieli stellari. La stella più piccola ha completato la composizione ed è anche parte della sinfonia celestiale. I battiti del cuore dell’uomo sono parte della sinfonia della Terra. Newton imparò che il segreto sta nella disposizione geometrica e nel movimento dei corpi celesti. Riconobbe che la legge suprema dell’armonia esiste nell’Universo. Lo spazio curvo è il caos, il caos non è musica. Einstein è il messaggero dell’epoca del rumore e della furia.

GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei sente quella musica?
TESLA: L’ascolto sempre. Il mio udito spirituale è grande tanto quanto il cielo che vediamo sopra di noi. Aumentai il mio udito naturale col radar. In accordo con la Teoria della Relatività, due linee parallele si daranno appuntamento nell’infiito. Per quel motivo la curvatura dello spazio di Einstein si raddrizzerà. Una volta creato, il suono dura per sempre, per un uomo può sparire, ma continua ad esistere nel silenzio, che è il maggiore potere dell’uomo. No, non ho niente contro il signor Einstein. Egli è una persona molto gentile e ha fatto molte cose buone, alcune delle quali passeranno a far parte della musica. Gli scriverò e tenterò di spiegargli che l’etere esiste, e che le sue particelle sono quelle che mantengono l’universo in armonia, e la vita nell’eternità.

GIORNALISTA: Mi dica, per favore, a quali condizioni deve sottostare un Angelo sulla Terra?
TESLA: Ne ho dieci. Mantengo un buon registro attento.

GIORNALISTA: Documenterò tutte le sue parole, stimato signor Tesla.
TESLA: Il primo requisito è un’alta coscienza della propria missione e del lavoro da svolgere. Deve, anche se solo vagamente, esistere nei primi giorni. Non siamo falsamente modesti: il rovere sa di essere un albero di rovere, un arbusto al suo finco di essere un arbusto. Quando avevo dodici anni, ero sicuro che sarei arrivato alle cascate del Niagara. Sapevo sin dalla mia infanzia che avrei realizzato la maggior parte delle mie scoperte, benché non l’avessi chiaro del tutto… La seconda condizione per adattarsi è la determinazione. Tutto quello che potei, lo finii.

GIORNALISTA: Qual è la terza condizione dell’adattamento, Sig. Tesla?
TESLA: Guida per tutte le energie vitali e spirituali che operano. Pertanto, la purifiazione dei molti efftti e le necessità che l’uomo ha. Di conseguenza, non ho perso niente, ci ho solo guadagnato. Cosicché assaporo ogni giorno e ogni notte. Annoti: Nikola Tesla fu un uomo felice… Il quarto requisito è adattare l’insieme fiico con lavoro.

GIORNALISTA: Che cosa vuol dire, signor Tesla?
TESLA: In primo luogo, il mantenimento dell’insieme. Il corpo dell’uomo è una macchina perfetta. Conosco il mio circuito e ciò che è bene per esso. Gli alimenti che quasi tutte le persone mangiano, per me sono nocivi e pericolosi. A volte visualizzo i cuochi del mondo intero che stanno tutti cospirando contro di me… Tocchi la mia mano.

GIORNALISTA: È fredda.
TESLA: Sì. Il torrente sanguigno può essere controllato, e molti processi dentro e attorno a noi. Perché è spaventato, giovane?

GIORNALISTA: Mark Twain scrisse “Il forestiero misterioso”, un libro meraviglioso su Satana, ispirato da lei.
TESLA: La parola “Lucifero” è più affscinante. Al Signor Twain piace scherzare. Quando ero bambino una volta fui guarito leggendo i suoi libri. Quando ci riunimmo qui e glielo raccontai, fu talmente commosso che si mise a piangere. Diventammo amici ed egli veniva spesso nel mio laboratorio. Una volta chiese che gli mostrassi una macchina che attraverso la vibrazione provoca un sentimento di felicità. Era una di quelle invenzioni per l’intrattenimento, che a volte mi piace fare. Avvisai il Sig. Twain di non rimanere per troppo tempo esposto a quelle vibrazioni. Egli non vi fece caso e rimase più tempo del dovuto. Finì per precipitarsi come un razzo in una certa stanza sorreggendosi i pantaloni. Fu diabolicamente divertente, benché rimanessi serio. Ma, per adattare il circuito fiico, oltre agli alimenti, il sonno è molto importante. Dopo un lavoro lungo e spossante, che richiede un sforzo sovrumano, solo dopo un’ora di sonno ho completamente recuperato. Ho acquisito la capacità di amministrare il sonno, di addormentarmi e svegliarmi al momento stabilito. Se faccio qualcosa che non capisco, mi obbligo a pensarci durante il sonno per trovare così una soluzione. La quinta condizione di adattamento è la memoria. Forse nella maggioranza delle persone, il cervello è il guardiano delle conoscenze sul mondo e la conoscenza viene acquisita attraverso la vita. Il mio cervello è occupato in cose più importanti da ricordare, sta raccogliendo quello che si richiede in un dato momento, cioè, tutto quello che ci circonda. Si tratta solo di interiorizzarlo. Tutto quello che una volta abbiamo visto, ascoltato, letto ed imparato, ci accompagna in forma di particelle di luce. Per me, queste particelle sono ubbidienti e fedeli. Da studente imparai a memoria il Faust, di Goethe, il mio libro preferito, in tedesco, ed ora posso recitarlo tutto. Mantenni le mie invenzioni per anni “nella mia testa”, prima di portarle a termine.

GIORNALISTA: Lei menziona spesso il potere della visualizzazione.
TESLA: Devo ringraziare la visualizzazione per tutto ciò che ho inventato. Gli avvenimenti della mia vita e le mie invenzioni sono reali davanti ai miei occhi, come qualunque evento o oggetto. In gioventù ebbi paura di non sapere ciò che fosse, ma più tardi imparai a usare questo potere come un talento eccezionale e un regalo. Lo nutrivo e proteggevo gelosamente. Feci anche le correzioni per mezzo della visualizzazione alla maggior parte delle mie invenzioni, e così le completavo. Mediante la visualizzazione risolvo mentalmente le equazioni matematiche complesse. Per questo dono che ho, ricevo il titolo di Alto Lama in Tibet. La mia vista e l’udito sono perfetti, e oserei dire persino più forti che negli altri. Sento un tuono a 150 chilometri di distanza e vedo colori, nel cielo, che altri non possono vedere. Questa ampiezza di visione e di udito ce l’ho da quando ero bambino. Più tardi l’ho sviluppata coscientemente.

GIORNALISTA: In gioventù fu varie volte gravemente malato. La malattia è un requisito per adattarsi?
TESLA: Sì. Spesso è il risultato dell’eccesso di esaurimento o forza vitale, ma spesso è la purifiazione della mente e del corpo dalle tossine che si sono accumulate. È necessario che un uomo soffa ogni tanto. La fonte della maggior parte delle malattie sta nello spirito. Pertanto, lo spirito può curare quasi tutte le malattie. Quando ero studente, mi ammalai di colera che distrusse la regione di Lika. Mi curai perché fialmente mio padre mi permise di studiare la tecnologia, che era la mia vita. La visione per me non è stata una malattia, bensì la capacità della mente di penetrare oltre le tre dimensioni della Terra. Ho avuto visioni tutta la mia vita, e le ho ricevute come tutti gli altri fenomeni che ci circondano. Una volta, nell’infanzia, stavo camminando lungo il fume con mio zio e gli dissi: “Dall’acqua apparirà una trota, tiro una pietra per colpirla”. E ciò fu quello che accadde. Spaventato e sorpreso, mio zio esclamò: “Vade retro, Satana!”. Era una persona colta e parlava in latino…Io ero a Parigi quando vidi la morte di mia madre. Nel cielo, pieno di luce e di musica, flttuavano nuvole, erano creature meravigliose. Una di esse aveva l’aspetto della madre che mi guardava con amore infiito. Man mano che la visione sparì, seppi che mia madre era morta.

GIORNALISTA: Qual è il settimo adattamento, Sig. Tesla?
TESLA: La conoscenza di come trasformare l’energia mentale e vitale in ciò che vogliamo, e riuscire a controllare tutti i sentimenti. Gli indù lo chiamano Kundalini-yoga. Queste conoscenze possono essere apprese, e per farlo sono necessari molti anni, o si possono acquisire anche alla nascita. La maggior parte di esse io le ho acquisite alla nascita. Si trovano in stretta relazione con l’energia sessuale che è una delle più estese nell’universo. La donna è il maggiore ladro di quell’energia, e pertanto del potere spirituale. L’ho sempre saputo e per ciò sono stato in allerta. Di me stesso ho fatto quello che volevo: una macchina riflssiva e spirituale.

GIORNALISTA: Nono adattamento, Sig. Tesla?
TESLA: Fare tutto il possibile, ogni giorno, in ogni momento, per non dimenticare chi siamo e perché siamo sulla Terra. Ci sono persone straordinarie che stanno lottando contro malattie, privazioni, o contro la società che li ferisce con la sua stupidità, l’incomprensione, la persecuzione e altri problemi di cui il paese è pieno. Ci sono molti angeli caduti sulla Terra.

GIORNALISTA: Qual è il decimo adattamento?
TESLA: È il più importante. Scriva sulla rivista che il Sig. Tesla ha giocato. E passò tutta la sua vita giocando e ne ha goduto.

GIORNALISTA: Sig. Tesla! Sia in relazione alle sue conclusioni o al suo lavoro, è questo un gioco?
TESLA: Sì, caro ragazzo. Quanto ho voluto giocare con l’elettricità! Tremo sempre quando sento la storia del greco che rubò il fuoco. Una storia terribile di aquile che beccano il suo fegato. Sarà che Zeus non aveva suffienti lampi e tuoni, e fu danneggiato da un fervore? C’è un malinteso… I lampi sono i giocattoli più belli che si possano trovare. Non dimentichi di mettere in rilievo, nel suo testo, che Nikola Tesla fu il primo uomo che scoprì i raggi.

GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei sta parlando degli angeli e del suo adattamento sulla Terra.
TESLA: In realtà è la stessa cosa. Può scrivere ciò che segue: osò prendere su sé le prerogative di Indra, Zeus e Perun. Si immagini uno di questi Dei in un abito da notte nero, con la bombetta e con guanti bianchi di cotone, preparando raggi, fuochi e terremoti per l’élite della città di New York!

GIORNALISTA: Ai lettori piace il tono del nostro giornale. Mi confonde dicendo che le sue scoperte hanno enormi benefii per le persone e che contemporaneamente rappresentano un gioco, molti lo vedranno con aria perplessa.
TESLA: Egregio Signor Smith, il problema è che la gente prende tutto molto sul serio. Se non facessero così, sarebbero tutti più felici e vivrebbero molto più a lungo. Un proverbio cinese dice che l’allarmismo accorcia la vita. Ma affihé i lettori del giornale non corrughino la fronte, torniamo alle cose che considerano importanti.

GIORNALISTA: A loro piacerebbe conoscere la sua fiosofia.
TESLA: La vita è un ritmo che dev’essere compreso. Sento il ritmo, lascio che mi diriga e lo assecondo. È molto gradevole e mi ha dato la conoscenza che ho. Tutto quello che si vive è in relazione profonda e meravigliosa: l’uomo e le stelle, le amebe e il sole, il cuore e la rotazione di un numero infiito di mondi. Questi legami sono forti, ma possono essere docili, propiziare e cominciare a creare relazioni nuove e diffrenti nel mondo, senza violare le vecchie. La conoscenza viene dallo spazio. La nostra visione è l’insieme più perfetto. Abbiamo due occhi: il terreno e lo spirituale. Si raccomanda che si trasformino in un solo occhio. L’Universo è vivo in tutte le sue manifestazioni, come un animale pensante. La pietra è un essere pensante e sensibile, come le piante, le bestie e l’uomo. Una stella che brilla chiede di essere vista e se non fossimo così immedesimati in noi stessi capiremmo il suo linguaggio ed il suo messaggio. Il respiro, gli occhi e le orecchie dell’uomo devono armonizzarsi con il respiro, gli occhi e l’udito dell’Universo.

GIORNALISTA: Sentendo questo mi sembra di ascoltare i testi buddisti, parole o Parazulzusa taoista.
TESLA: È così ! Questo signifia che esiste una conoscenza generale, e che esiste la Verità che l’uomo ha sempre posseduto. Nel mio sentire e per esperienza, l’Universo ha una sola sostanza e un’energia superiore con un numero infiito di manifestazioni della vita. La cosa migliore è che la scoperta di una natura segreta ne rivela l’altra. Non si possono occultare, sono attorno a noi, ma siamo ciechi e sordi ad esse. Se emozionalmente ci leghiamo ad esse, loro stesse vengono da noi. Ci sono un mucchio di mele, ma un solo Newton. Egli ebbe bisogno di una sola mela che gli cadde davanti.

GIORNALISTA: Le faccio una domanda che avrebbe potuto esser fatta al principio di questa conversazione: che cos’è stata l’elettricità per lei, egregio signor Tesla?
TESLA: Tutto è elettricità. All’inizio fu la luce, fonte senza fie da cui proviene la materia ed è distribuita verso tutte le forme che rappresentano l’Universo e la Terra con tutti i suoi aspetti della vita. Il nero è il vero volto della Luce, solo che non lo vediamo. È una notevole grazia per l’uomo e le altre creature. Ognuna delle loro particelle possiede luce, termica, forza nucleare, radiazione, chimica, meccanica e l’energia ancora non identifcata. Ha il potere di creare la Terra con la sua orbita. È l’autentica leva di Archimede.

GIORNALISTA: Sig. Tesla, lei è troppo sbilanciato verso l’elettricità.
TESLA: Sono elettricità. O, se lo preferisce, io sono la luce nella forma umana. Anche lei è elettricità, Sig. Smith, ma non se ne rende conto.

GIORNALISTA: È per questo motivo che ha la capacità di sopportare scariche di un milione di volt attraverso il suo corpo?
TESLA: Immagini un giardiniere che venga attaccato dalle erbe. In realtà, questa sarebbe una pazzia. Il corpo dell’uomo e il cervello sono composti da una gran quantità di energia. In me esiste in maggior parte l’elettricità. L’energia, che è diffrente in ogni persona, è quello che rende l’essere umano “io” o “anima”. Per altre creature nella loro essenza, l’anima della pianta è l’anima dei minerali e degli animali. La funzione cerebrale e la morte si manifestano nella luce. I miei occhi in gioventù erano neri, ora sono azzurri, e col passare del tempo, man mano che la tensione del cervello si fa più forte, si avvicineranno al bianco. Il bianco è il colore del cielo. Alla mia fiestra, una mattina arrivò una colomba bianca, alla quale davo da mangiare. Ella voleva dirmi che stava morendo. Dai suoi occhi uscivano fasci di luce. Non ho mai visto negli occhi di nessuna creatura tanta luce come in quelli di quella colomba.

GIORNALISTA
: Il personale nel suo laboratorio parla di scintillii di luce, fuoco e lampi che si producono se è arrabbiato o in qualche tipo di rischio.
TESLA: È la scarica psichica o un avvertimento per stare in allerta. La luce è sempre stata dalla mia parte. Sa come scoprii il campo magnetico rotante ed il motore ad induzione, quello che mi rese famoso quando avevo 26 anni? Un pomeriggio d’estate, a Budapest, vidi col mio amico il tramonto del sole. Migliaia di fuochi si trasformavano in migliaia di colori fimmeggianti. Mi ricordai di Faust e recitai suoi versi e dopo, come in una nebbia, vidi girare il campo magnetico ed il motore ad induzione. Li vidi nel Sole!

GIORNALISTA: Il personale di servizio dell’hotel dice che nel momento dei fulmini normalmente si isola nella sua stanza e parla da solo.
TESLA: Parlo col lampo e con il tuono.

GIORNALISTA: Con essi? In che linguaggio, Sig. Tesla?
TESLA:Principalmente nella mia lingua materna. La lingua conta sulle parole e sui suoni, soprattutto nella poesia, perciò è adeguata.

GIORNALISTA: I lettori della nostra rivista le sarebbero molto grati se lei spiegasse questa cosa.
TESLA: Il suono non esiste solo nel tuono e nel lampo, esiste anche nella trasformazione, nella lucentezza e nel colore. Un colore può essere ascoltato. La lingua è delle parole, il che signifia che è dei suoni e dei colori. Tutti i tuoni ed i lampi sono diffrenti e hanno i loro nomi. Chiamo alcuni di essi con i nomi di coloro che mi sono stati vicini nella mia vita, o di coloro che ammiro. Nella lucentezza del cielo e nel tuono vivono mia madre, mia sorella, mio fratello Daniel, un poeta: Jovanovic Zmaj e altre persone della storia serba. Nomi come Isaia, Ezechiele, Leonardo, Beethoven, Goya, Faraday, Pushkin e tutta la schiera di ardenti fuochi e intrecci di lampi e tuoni, che si manifestano durante tutta la notte portando la preziosa pioggia alla Terra, bruciando alberi o villaggi. Ci sono raggi e tuoni che sono più brillanti e più poderosi, ritornano e li riconosco tra migliaia.

GIORNALISTA:Per lei la scienza e la poesia sono la stessa cosa?
TESLA: Questi sono i due occhi di una persona. A William Blake fu insegnato che l’Universo nacque dall’immaginazione, che permane ed esisterà fiché ci sarà anche un solo ultimo uomo sulla Terra. Essa era la ruota con la quale gli astronomi poterono raccogliere le stelle di tutte le galassie. È l’energia creatrice identica all’energia della luce.

GIORNALISTA: Pentru dumneavoastră imaginaţia este mai reală decât viaţa însăşi?
TESLA Dà luce alla vita. Mi sono alimentato col mio pensiero, ho imparato a controllare le emozioni, i sogni e le visioni. Ho sempre apprezzato come ho nutrito il mio entusiasmo. In tutta la mia vita ho passato molto tempo in estasi. Quella fu la fonte della mia felicità. Mi aiutò durante tutti questi anni a darmi lavoro, tanto quanto sarebbe suffiente per cinque vite. L’ideale è lavorare di notte, perché la luce stellare e il pensiero sono strettamente correlati.

GIORNALISTA: Lei ha detto che io sono, come ogni essere, Luce. Questo mi lusinga, ma confesso che non lo capisco molto bene.
TESLA: Perché è necessario capire, signor Smith? Basta credere. Tutto è luce. In uno dei suoi raggi c’è il destino delle nazioni. Ogni nazione ha il proprio raggio in quella gran fonte di luce che vediamo come il Sole. E ricordi che non ci sia uomo che sia esistito e che non sia morto! Si trasformò in luce e come tale ancora esiste. Il segreto sta nel fatto che le particelle di luce restaurano il suo stato originale.

GIORNALISTA: Questa è la resurrezione!
TESLA: Preferisco chiamarla ritornare a un’energia originaria. Cristo e molti altri conoscevano il segreto. Sto cercando la maniera di conservare l’energia umana. Si tratta di forme della luce, a volte direttamente come luce celestiale. Non la cerco per il mio benefiio, ma per il bene di tutti. Credo che le mie scoperte rendano la vita dalla gente più facile e più sopportabile, e canalizzino la gente verso la spiritualità e la moralità.

GIORNALISTA: Crede che il tempo possa essere abolito?
TESLA: Non del tutto, poiché la prima caratteristica dell’energia è che si trasforma. Essa è in perpetua trasformazione, come le nuvole dei taoisti. Tuttavia è possibile approfitare del fatto che l’uomo conserva la coscienza dopo la vita terrena. In tutti gli angoli dell’universo esiste l’energia della vita; una di esse è l’immortalità, la cui origine sta fuori dall’uomo e lo aspetta. L’Universo è spirituale, come la metà di noi. L’Universo è più morale di noi, perché non conosciamo la sua natura e la maniera di armonizzare la nostra vita con esso. Io sono uno scienziato, la scienza è forse la maniera più conveniente per trovare la risposta alla domanda che mi ossessiona da sempre e fa sì che i miei giorni e le mie notti si trasformino in fuoco.

GIORNALISTA: Qual è questa domanda?
TESLA: Come le brillano gli occhi…! Quello che io vorrei sapere è che cosa accade a una stella cadente quando il sole si spegne… Le stelle cadono come polvere o semi in questo o in altri mondi, e il sole si disperde nelle nostre menti, nelle vite di molti esseri, è quello che rinasce come una nuova luce, o il vento cosmico, dispersi nell’infiito. Capisco che questo bisogna includerlo nella struttura dell’Universo. La questione è, tuttavia, che ciascuna di queste stelle e ciascuno di questi soli, anche il più piccolo, si conserva.

IURNALIST: Ma signor Tesla, si rende conto che questo è necessario ed è compreso nella costituzione del mondo?
TESLA: Quando un uomo diventa cosciente, la sua meta più alta dev’essere correre verso una stella cadente e tentare di catturarla. Dovrà comprendere che la sua vita gli fu data per questo e sarà salvato. Gli sarà possibile acchiappare le stelle!

GIORNALISTA: E che cosa succederà allora?
TESLA: Il Creatore riderà dicendo: “Cadono unicamente affihé tu le insegua e ti impadronisca di loro”.

GIORNALISTA: Tutto questo non è il contrario del dolore cosmico che così spesso lei menziona nei suoi scritti? E che cos’ è il dolore cosmico?
TESLA: No, perché siamo sulla Terra… È una malattia della cui esistenza la stragrande maggioranza delle persone non è cosciente e che origina molte altre malattie, la soffrenza, la miseria, il male, le guerre e tutto il resto, tutto ciò che fa sì che la vita umana sia una condizione assurda e orribile. Questa malattia non si può curare completamente, ma la coscienza la rende meno complicata e pericolosa. Ogni volta che qualcuna delle persone a me più vicine e care vennero ferite, sentii il dolore fiico. Questo è perché i nostri corpi sono fatti a partire dalla stessa materia, e la nostra anima è in relazione con fii inscindibili. La tristezza incomprensibile che a volte ci opprime signifia che da qualche parte, nell’altro lato del pianeta, un bambino o un uomo generoso è morto. L’universo intero è in certi periodi malato di sé stesso e di noi. La sparizione di una stella e l’apparizione delle comete ci inflenzano più di quello che possiamo immaginare. Le relazioni tra le creature della Terra sono ancora più forti, a causa dei nostri sentimenti e pensieri il fire profumerà ancora di più o cadrà nel silenzio. Dobbiamo imparare queste verità per essere guariti. Il rimedio sta nei nostri cuori ed ugualmente nel cuore dell’animale che chiamiamo Universo.

8 FRASI CELEBRI DI NIKOLA TESLA

  • Forse a volte è meglio, in questo nostro mondo attuale, che un’idea rivoluzionaria o un’invenzione, invece di essere incoraggiata e applaudita, sia ostacolata e maltrattata nella sua adolescenza.

    Le nostre virtù e i nostri difetti sono inseparabili, come la forza e la materia. Quando si separano, l’uomo smette di esistere.

    Lo sviluppo dell’uomo dipende fondamentalmente dall’invenzione. È il prodotto più importante del suo cervello creativo.

    La reciproca comprensione sarebbe enormemente facilitata dall’uso di una lingua universale.

    Ho investito tutto il mio denaro in esperimenti per realizzare nuove scoperte che permettano all’umanità di avere una vita un po’ più facile.

    Non c’è emozione più intensa per un inventore che vedere una delle sue creazioni funzionare.

    Lo scienziato non cerca un risultato immediato. Non si aspetta che le sue idee avanzate siano facilmente accettate. Il suo dovere è porre le basi affiché indichino il cammino a quelli che vengono.

    Uno strumento a buon mercato, non più grande di un orologio, permetterà al suo portatore di ascoltare in qualsiasi posto, in mare o sulla terra, musica o canzoni, o un discorso di un leader politico, dettato in qualunque altro posto distante. Alla stessa maniera, qualunque disegno o fotografi potrà essere trasferita da un posto a un altro.

Pronto soccorso per i momenti di panico

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Come spesso succede l’etimologia delle parole ci aiuta più di qualunque altra cosa a comprendere il significato profondo di una parola.

La parola “panico” deriva dal dio Pan, figura mitologica dei boschi con le sembianze di una capra che creava un profondo stato d’angoscia e di terrore, generando nei soggetti terrorizzati la perdita della ragione.

Ecco, questo è il punto centrale, l’emozione che acceca la mente, la perdita della ragione. L’emozione non è soggetta alla volontà. Quando una persona è in panico o è in uno stato emotivo totalizzante, nessun elemento razionale può aiutarlo. Tutti noi lo sappiamo benissimo; quando si è innamorati alla follia non si capisce più nulla nonostante il mondo ci dica cose ragionevoli che poi scopriamo essere vere ed evidenti, quando si è terrorizzati ogni elemento ragionevole è del tutto inutile, quando siamo influenzati da qualche credenza (scaramanzia, superstizione,estremismi religiosi, ecc.) ci sentiamo obbligati ad eseguire rituali per esorcizzare le nostre paure ed evitare le conseguenze che temiamo.

Le ultime statistiche dicono che almeno 10 milioni di persone in Italia hanno provato l’esperienza di un attacco di panico. A mio personalissimo avviso  credo che la statistica sia estremamente riduttiva, semplicemente quei milioni di persone hanno contattato il servizio sanitario nazionale.

Ognuno di noi ha provato innumerevoli esperienze d’angoscia e di totalizzazione emotiva in cui la ragione nulla poteva fare. Proviamo a pensare ad un’interrogazione con una professoressa che ci metteva in uno stato di soggezione (stare sotto, subire, essere sottomessi all’emozione), a quando abbiamo rischiato di affogare imparando a nuotare, quando ci hanno tamponati o quando ci hanno comunicato una brutta notizia inaspettata. A mio avviso da bambini le sensazioni di panico le viviamo in continuazione, solo che spesso non ce le ricordiamo da adulti. Chi ha figli o ha visto un bambino piccolo nella sua quotidianità, sa la reazione di un bambino quando si risveglia in una stanza diversa da quella in cui si è addormentato o quando non trova una figura rassicurante che possa consolarlo immediatamente. Tutte queste emozioni creano una memoria e non parlo di una memoria cognitiva, qualcosa che possiamo ricordare; parlo di una memoria corporea, una memoria immagazzinata nel nostro sistema nervoso, nei nostri muscoli, nel nostro modo di respirare (respiro corto, toracico, ecc)  e che salta fuori quando ci succede qualcosa che SIMBOLICAMENTE ci fa rivivere la stessa situazione.

Il panico, la paura e QUALUNQUE emozione totalizzante è immensamente più potente della ragione. L’emozione si radica in strutture biologiche arcaiche, infinitamente più antiche  di quelle della ragione,  vecchie solo poche centinaia di migliaia di anni. E’ la nostra parte animale che si blocca e di certo un bambino saputello con gli occhiali spessi  non potrà calmare un dinosauro disperato di 20 tonnellate .

Quel bambino saggio, sapiente, è pieno di nozioni verissime ma teoriche che saranno utili dopo il panico, per creare una consapevolezza necessaria per la prossima emozione totalizzante.  Ecco perchè è ridicolo dire a chi sta male: non ci pensare, esci, vedi persone, piantala, su forza…certo, parole giuste quando si sta bene, ma totalmente inutili quando l’emozione sostituisce la ragione.

Il panico e il dolore sono un regalo che il corpo ci fa. E’ come se in noi ci fossero due parti: una sana, innamorata della vita e di noi, impegnata a farci risorgere e a farci diventare protagonisti della nostra vita  e poi un’altra parte, estremamente più potente, perchè si nutre di una memoria molto più profonda, che desidera mantenere le cose come le conosce, seppure esse creino dolore. La parte sana ci dice basta!!!! cambia vita!!! fermati!!! tu non vuoi guardare cosa ti fa male e allora ti fermo io!!!!! La nostra parte sana utilizza l’unico sistema che ha a sua disposizione per farci riflettere, il dolore.

E’ come se stessimo mangiando dei funghi buonissimi, che però per qualche strano motivo sono diventati  velenosi e tossici per noi. Il corpo ci manda i suoi segnali:si ingrossa la lingua per interrompere l’introduzione di cibo, ci fa vomitare il cibo per noi mortale, ecc. Ma quei funghi sono buoni… li conosciamo, è qualcosa che abbiamo sempre mangiato e che ci ha sempre nutrito. L’abitudine ci fa continuare a fare qualcosa di dannoso per l’evoluzione di noi stessi, non vogliamo cambiare, mettere in discussione  il nostro lavoro per quanto schifo ci faccia, perchè è sicuro, stabile, così il nostro rapporto di coppia, ormai logoro e perfetto per il mantenimento delle nostre insicurezze  ma non più utile a quella parte di noi che cerca di evolversi. Molti dei miei pazienti sono studenti fuori sede che grazie alla distanza dalle loro case e affetti, sentono un forte disagio crescere. Quel disagio guarda caso aumenta quando tornano a casa per le festività o la pausa estiva (vedi piccola riflessione sul dolore emotivo…) e quando poi queste persone si allontanano da casa, il panico sopraggiunge ancora, più forte. E’ come se ci fosse un guinzaglio invisibile. Ti credi libero, ma appena ti allontani troppo, il guinzaglio ti strozza e ti fa soffocare. Il dolore, la paura di impazzire (sintomo) sono così forti che non ti fanno sentire il perchè  sottostante, anche perchè non si giustifica così tanto malessere per relazioni con persone o situazioni  che amiamo, che ci hanno amato, che ci hanno protetto e che ci danno comodità e una sensazione di benessere (partner, famiglie, lavori, percorso di studi, amicizie, ecc. ).

Con questo non ho la minima intenzione di cadere nel luogo comune di dare la colpa alla famiglia, tutt’altro. I nostri genitori, con limiti identici ai nostri ma con la responsabilità di averci allevato e cresciuto come sapevano, come gli hanno insegnato, hanno fatto ciò che potevano. Ecco perchè in terapia trovo utile parlare del passato, ma ad un certo punto credo che dobbiamo scegliere che vita vogliamo. Possiamo passare la vita ad autocommiserarci e ad accusare qualcuno o qualcosa per ciò che abbiamo vissuto, oppure possiamo decidere di vivere e di prendere in mano la nostra vita, con gli strumenti che abbiamo, cercando di buttare lo sguardo molto al di là di ciò che riusciamo a vedere.

Ecco, ad un certo punto dobbiamo scegliere a mio avviso. Se farci dominare dai nostri limiti, paure, rituali, abitudini o se provare ad andare un po’ oltre e vedere cosa succede.

Il panico e QUALUNQUE momento di totale dominio emotivo, si supera così, cercando di fidarsi di milioni di anni di evoluzione, cercando di fidarsi del messaggio che il nostro corpo e la nostra mente (li separo per convenzione ma non esiste una separazione. Il mal di schiena, così come un’ulcera, un tumore o una cervicale, sono funzionali ad un sistema disfunzionale che cerca di trovare un equilibrio meno doloroso per noi).

Ora dopo essermi dilungato così tanto in questa riflessione, a mio avviso necessaria per comprendere “cognitivamente” le ragioni dello stato di panico e di qualunque malessere totalizzante, vorrei dare alcuni consigli molto pratici per superare e ridurre il panico ed evitare la sua cronicizzazione.

Il panico fisiologicamente non dura più di 15/20 minuti, sicuramente interminabili per chi lo vive  (e lo dico per esperienza, non arroccandomi in statistiche mediche), ma assolutamente terminabili, perchè sono misurabili 20 minuti, sono un dato certo in uno stato emotivo che rende tutto incerto e nebuloso.

Quando iniziamo a stare male, quando abbiamo un attacco di panico, un disturbo ossessivo, un rituale, uno stato d’angoscia, la paura di impazzire, la paura di un luogo affollato, di leggere in pubblico o qualunque altra paura, DOBBIAMO SOLO RALLENTARE. RESPIRARE PROFONDAMENTE (con l’addome, dobbiamo ripristinare il rapporto tra sistema simpatico e parasimpatico, ossia il modo che il corpo usa per superare un evento traumatico), EVITARE DI CHIEDERE AIUTO come se volessimo che qualcuno si sostituisse a noi. VIVERE IL PANICO ATTENDENDO.

Ascoltiamo cosa ci sta succedendo e per farlo dobbiamo rallentare, respirare e osservare cosa ci succede. Il panico ci chiede di fermarci, NON CI DOBBIAMO FERMARE, dobbiamo solo rallentare, camminare più lentamente, andare in prima corsia e andare avanti piano, ecc. Il PANICO ARRIVERA’, durerà pochi minuti, per noi interminabili, momenti in cui penseremo di impazzire, ci vergogneremo, vorremo chiedere aiuto ai nostri genitori, ad un amico, al nostro partner. NON DOBBIAMO CHIEDERE AIUTO QUANDO SIAMO IN PANICO, perchè è come se dessimo da mangiare ad una parte malata di noi. La rinforziamo, la alimentiamo e se non viviamo il panico, la nostra parte sana dovrà alzare il tiro, dovrà farci vivere un panico ancora maggiore, dovrà accorciare quel guinzaglio invisibile, facendoci rinunciare ad uscire di casa, a fare cose assolutamente normali, ridurrà il nostro mondo fino a farci soffocare pur di essere ascoltato.

Ascoltiamo il panico, non giudichiamoci, non insultiamoci perchè siamo deboli ai nostri occhi, non troviamo soluzioni. Lui arriverà, lo supereremo osservandolo, non per sconfiggerlo, ma semplicemente perchè vuole dirci qualcosa o vuole semplicemente rinforzarci e renderci più forti, autonomi, indipendenti.  Quando ci mortifichiamo è come se insultassimo un bambino che sta male e che usa la rabbia per esprimersi: aumenteremo soltanto il suo disagio e la prossima volta sarà ancora più violento. Dobbiamo avere compassione (non pietà) per quella nostra parte, guardarci con fare dolce, come se fossimo inteneriti e dispiaciuti da un bambino che urla disperato prendendo a calci gli stinchi del papà per essere ascoltato.

Nel Sesto Senso, meraviglioso film pieno di metafore e con un messaggio a mio avviso estremamente profondo, il terapeuta (Bruce Willis) chiede al bambino di ascoltare cosa gli vogliono dire i fantasmi che vede. Il primo tempo del film fa paura, il bambino è in panico, dominato dal terrore e dall’incomprensione. Scappa davanti ai suoi mostri prima che loro possano dirgli qualcosa. Il secondo tempo diventa romantico, profondo, quasi mistico, perchè a quel punto il bambino supera le sue paure, ascolta il messaggio dei suoi fantasmi per sistemare le cose. Noi funzioniamo esattamente così;  una parte è terrorizzata e fa di tutto per scappare e riempire vuoti (droghe, alcool, FARMACI, social network, continue condivisioni alla ricerca di conferme, persone e rapporti che non amiamo ma conserviamo, ecc.), dall’altra sogniamo di evolverci, cambiare ed ogni evento diventa motivo per fare propositi su una nuova vita ed un cambiamento che dovrebbe arrivare magicamente da una persona inesistente ma desiderata, con soldi vinti senza aver mai giocato, con un corpo che non avremo mai, con una famiglia che non è la nostra.

Quindi, in sintesi la riflessione è semplice, gratuita. Non richiede terapeuti, non richiede farmaci (che spessissimo alleviano il sintomo costringendo il corpo a darci dolori sempre maggiori per farceli sentire). Basta ascoltarci, affrontare le nostre paure come fa il protagonista del Sesto Senso (e noi quando da bambini corravamo in bagno attraversando il corridoio di notte). Non siamo mai morti, l’uomo nero non ci ha mai mangiati nonostante ne fossimo convinti ogni volta, così come la certezza che il nostro panico fosse un infarto era sbagliata. La mente ha bisogno di trovare una spiegazione e una soluzione immediata, il corpo ha un tempo diverso, ma propone una soluzione assolutamente risolutiva, una guarigione totale, immediata e gratis. Vuole solo che lo si ascolti e la si pianti di fare di testa nostra scappando dai suoi segnali dolorosi, ma d’altro canto lui non ha altri modi per parlarci e farci capire. Tanto vale provarci, è gratis ed è già dentro di noi la soluzione.